Home

Beppe Gambetta

L’anno scorso è uscito un album live registrato in uno dei tuoi appuntamenti con le “Acoustic night” a Genova. Come è nata, a suo tempo, l’idea di questo ritrovo di chitarristi all’interno di una splendida serata in cui si suona tutti insieme tanta bella musica?
L’idea è nata insieme a mia moglie con la quale ho prodotto qui a Genova diversi spettacoli con diverse tematiche. Un giorno abbiamo pensato che, dopo tanti anni di lavoro, potevamo mettere insieme tutte queste esperienze, trasformando un semplice concerto di chitarra in uno evento. Che è una cosa molto diversa, perchè il concerto è un’esibizione di singoli musicisti che presentano il proprio repertorio, mentre lo spettacolo è un qualcosa che possiede una regia, una scenografia, una scaletta studiata nonché interazioni tra i vari artisti scelti apposta per determinate caratteristiche. Si è rivelato un incastro perfetto e la risposta del pubblico è stata miracolosa. Inoltre ci siamo volutamente messi in contro-tendenza: non volevamo prima cercare i fondi e gli sponsor necessari e poi organizzare l’evento (come solitamente si fa) ma mettere in piedi la serata a prescindere e basarsi solo ed esclusivamente sul biglietto di ingresso. Il primo anno, per riempire i mille posti del teatro, abbiamo fatto un enorme lavoro di propaganda. E siamo stati premiati perchè il teatro si è gremito. Successivamente, la gente ha dimostrato che se c’è un prodotto che piace, ritorna. L’unico nostro rammarico è di non essere riusciti ad esportare l’“Acoustic night” all’estero e a creare uno spettacolo itinerante.

Ed esportarla in America? Tu sei molto legato a quei luoghi..
Ci piacerebbe molto, ma il problema sta nel contrasto tra l’entusiasmo che ci metti nel farlo e la possibilità di realizzarlo veramente. Sembra strano che ciò possa accadere in un’era in cui tutto viaggia su internet. Però ci stiamo provando: siamo già andati a vedere tre teatri nel New Jersey. Per poter dar vita a questo tipo di evento, dovremmo renderlo un po’ più europeo. Finora i grandi ospiti qui a Genova provenivano da oltre Oceano. Viceversa dovremmo proporre in America qualcosa che giunge dal Vecchio Continente. Di cose belle da raccontare ce ne sarebbero tantissime. Per il momento siamo ancora nella fase del work in progress..

Come vengono scelti i chitarristi all’interno di questa serata?
Vengono scelti a seconda del loro carattere e del loro sapersi adattare alla tematica proposta a cui ci si ispira e che si vuole sviluppare durante la serata. La scelta degli artisti è il momento più difficile: noi impieghiamo mesi a pensarci e ci orientiamo, in particolar modo, verso artisti sicuramente molto bravi ma che non abbiano un ego da prima donna che gli impedisca di interagire con gli altri e di costruire qualcosa con loro. L’aspetto musicisti famosi e davvero eccellenti. Ma nel 90% dei casi gli autori sono tutti disponibili a questo tipo di esperienza: noi non facciamo altro che creare la scintilla e mettere insieme le persone che possano interagire secondo un tema che decidiamo. Nel 2012 è stato la multiculturalità del Canada e quest’anno la magia del polistrumentismo, uno spettacolo che si è rivelato uno dei più divertenti!

Hai suonato al di là di quella che veniva chiamata la “cortina di ferro”. Com’era esibirsi, in quegli anni, oltre confine in quei luoghi così densi di tensione?
E’ una delle emozioni più grandi che ricordo. C’era un forte controllo della Polizia che era sempre molto all’erta perchè percepiva quel senso di libertà dei ragazzi: i giovani non potevano chiamare questo appuntamento Festival musicale, ma Festival dei Boy Scout! Sarebbe stato troppo occidentale, anche se spesso riuscivano, come hanno fatto con me, ad invitare qualche musicista “oltre cortina”. E’ stata una sensazione molto intensa captare questa tensione verso la libertà che stava nascendo. Ho suonato di fronte a 23 mila ragazzi! Quando hanno urlato tutti insieme, ho sentito l’aria muoversi in faccia! Mai più l’ho provato..

Nel 2008 è uscito il tuo ultimo album di inediti “Rendez-vous”. Siamo nel 2013: c’è qualcosa nell’aria?
Gli artisti non possono mai fermarsi! Vige la regola del tre, secondo la quale se tu, per tre anni consecutivi, non produci più nulla, l’interesse nei tuoi confronti va scemando. Per questo motivo, ho prodotto un live e un libro che è un trattato in cui ho messo a disposizione tutte le mie conoscenze musicali che ho acquisito nel corso del tempo e tutte le mie esperienze derivate dal contatto con altri musicisti, nonché un po’ della mia vita on the road. E’ emerso un testo di 219 pagine! Un evento che mi ha quasi portato al divorzio (ride) perchè io sono un’artista che scrive tutte le proprie idee su un foglio di carta a matita. Arrivare da mia moglie con una pila di foglietti da trasformare in un volume, beh, può creare delle piccole tensioni…! Alla fine, però, chi ha avuto modo di sfogliarlo, si è subito reso conto che non è altro che un atto d’amore nei confronti della musica popolare, perchè racconta di quel filo conduttore di passione che tiene legate tecniche e melodie diverse. Ora però credo sia arrivato il momento per comporre nuova musica. Ecco perchè sto scrivendo in questo periodo. Sarà un disco registrato nella nostra nuova casa nel New Jersey, dove viviamo da qualche anno. E sarà proprio ispirato a quei luoghi.

Una curiosità: a volte, lasci ai giornalisti che ti intervistano un plico di fogli su cui scrivi la cose più strane che hai fatto. Me ne citi una? La prima che ti viene in mente..
Nel 1968 (anzichè fare la rivoluzione) ho partecipato al programma “Chissà chi lo sa”! Dietro le quinte della RAI c’era Carmen Villani che mi scrisse su un biglietto: “A Giuseppe con simpatia”. Ancora: ho prodotto un grattaschiena che vendevo ai miei concerti; ho scritto un libro di cucina che abbiamo smesso di pubblcare quando una sera ho venduto più copie di questo che di cd! A 15 anni volevo entrare in Conservatorio qui a Genova ma mi hanno respinto perchè “troppo vecchio”. 35 anni dopo ci ritornai a suonare e a fare una lezione su come si diventa chitarristi di musica popolare!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...