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Ciao Adam! “Like a man” è il tuo ultimo album. Come nascono l’idea e i testi delle canzoni?
Si tratta di canzoni che avevo abbandonato da molti anni. Giungono da una tradizione familiare che io probabilmente non ho mai avuto il coraggio di abbandonare. Si comportano come una sorta di firma e di riconoscimento. Un omaggio che ho voluto fare a mio padre per l’influenza che ha avuto su di me.

Cosa rappresenta per te questo quarto album?
E’ una sorta di inizio di un’epoca, una celebrazione del mio cognome. Non solo. Anche del fatto che sono diventato padre, un uomo che è ormai consapevole di essere in possesso delle chiavi del proprio “family store”.

E cosa significa per te essere all’interno di un business famigliare?
Significa vivere e vedere la musica folk e le ballate d’amore da un onorevole punto di vista letteralmente onesto e anche romantico.

In che modo si è pronunciato tuo padre circa il tuo ultimo disco e quanto è importante per te la sua opinione?
Mio padre ama questo disco e riconosce che è il migliore lavoro della mia carriera che lui stesso aspettava da anni.

In “Like a man” c’è un brano che si intitola “What other guy”. Che cosa simboleggia e cosa volevi comunicare con il testo di questa canzone?
Molte canzoni d’amore sono fotografie di momenti e persone che noi amiamo. Questo pezzo è tra queste perchè raffigura un’immagine particolarmente fedele di una situazione precisa che è diventata punto di riferimento nella mia vita. Ho dato credito e fiducia alla mia ispirazione e sento che rappresenta perfettamente i miei ricordi tanto da sentire il bisogno di trasformarla in canzone.

Hai collaborato con tuo padre alla realizzazione del suo ultimo album “Old ideas”. Cosa ci puoi raccontare di questa esperienza?
Ero felice di essere stato invitato in studio da mio padre. E’ meraviglioso rendersi conto, a quest’età e a questo punto di maturità musicale, di essere utile a un maestro.

Hai mai pensato di comporre un disco interamente con lui?
Non credo che mio padre abbia bisogno di me!

Sei sicuro?
Assolutamente!

Quali altri artisti ti hanno maggiormente influenzato nei tuoi anni che hanno preceduto la stesura dei tuoi dischi?
Ci sono due correnti che hanno contribuito alla mia formazione quando ero piccolo. Da parte di mio padre c’erano riverberi di musicisti come George Jones, Van Morrison, Bob Dylan, Randy Newman. Musicisti che stimolavano la parte alta del corpo: intelletto e cuore. Tutt’altro discorso per quanto riguarda mia madre che ascoltava, invece, tutto ciò che faceva muovere la parte bassa del corpo come le vibrazioni di Aretha Franklin, Bob Marley, Marvin Gay. In questo modo le influenze musicali che ho assorbito sono molto vaste e giungono da entrambi i lati come un cerchio chiuso.

Like a man” arriva dopo l’album “Mélancolista”, cantato in francese. Qual è il motivo per cui hai deciso di usare due lingue differenti e qual è quella che senti più tua?
Sono canadese, di Montreal, perciò di lingua francese. In più ho vissuto dodici anni in Francia. Per me è molto più naturale scrivere dischi in francese. E’ anche il mio modo per sentirmi più vicino alle mie origini francofone soprattutto dopo aver abitato per molto tempo a Los Angeles. Nell’album “Mélancolista” ho addirittura cantato con artisti francesi, il che è stato davvero un onore per me. Ma alla fine, al di là degli affetti che nutro e che si situano in quest’area linguistica, devo dire che la maggior parte del mio tempo l’ho trascorsa nei paesi anglofoni perciò l’inglese è ad oggi la lingua primaria che meglio funziona con le mie canzoni.

Con “Like a man” sei stato scritturato dalla casa discografica Cooking Vinyl, un’etichetta indipendente inglese. Mentre i tuoi lavori precedenti erano sotto la Columbia e la Capitol. Come mai questo cambio?
Non lo so! Gli affari e il business in genere non mi interessa. Non è una cosa di cui mi preoccupo. Non è il mio lavoro!

C’è un progetto che vorresti realizzare nel tuo futuro musicale?
Il primo e imminente progetto è quello di portare avanti un soddisfacente tour mondiale. Il secondo è trasportare le mie canzoni nella vita di tutti i giorni di chi le ascolta affinchè possa trarre gioia dai miei dischi. Il sogno più a lunga distanza, invece, è quello di avere la possibilità di realizzare la colonna sonora di un film, così come Aimee Mann aveva fatto con il film “Magnolia”. E spero possa essere un film memorabile e meraviglioso che tutti possano ricordare.

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