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Il 2010 vi vede riuniti con la formazione originaria. Come nasce l’idea di questa reunion?
In realtà, niente di programmato. E’ stato come un colpo di fumine. Come quando ti lasci con la fidanzata, ti ritrovi dopo tanti anni e ti rimetti insieme. Per noi è stato così. Abbiamo incominciato io e Nico. Insieme abbiamo fatto un nuovo Concerto Grosso che era “The Seven Seasons” e ci siamo buttati sul progressive. E, naturalmente, al nostro primo concerto al Carlo Felice di Genova era venuto Giorgio D’Adamo che si è emozionato tantissimo nell’ascoltarci: non pensava si potesse fare ancora sul serio dopo 40 anni. Da quel momento, lui e Gianni Belleno hanno incominciato a corteggiarci. Giorgio D’Adamo aveva smesso di suonare da 28 anni e anche lui ha avuto il coraggio di rimettersi in piedi, riprendendo a studiare il basso. Rimettendoci insieme ci siamo resi conto di una cosa: che una volta il sound lo faceva chi suonava. Oggi lo fanno i computer. Quando abbiamo ripreso a suonare ci siamo detti: questo è il suono dei New Trolls.

Come mai vi chiamate “La Leggenda dei New Trolls”?
Vecchie menate con un nostro vecchio chitarrista Ricky Belloni che era entrato con noi dieci anni dopo i nostri successi. Avevamo chiesto anche a lui di ritornare insieme a noi. Ma ci ha risposto che ha una sua band la quale, tra l’altro, ha nel nome New Trolls. Che però non sono i New Trolls. Sono una buona cover band, ma non hanno persone titolate per cantare quei brani.

Il vostro tour si è aperto il 30 gennaio a Genova, la vostra città natale. Quali emozioni vi hanno accompagnato e quali sensazioni vi ha lasciato questa prima data?
Emozione fortissima. Non ci aspettavamo tutto il pubblico che è venuto. Il Carlo Felice tiene 2000 persone e quella sera ce ne saranno state 3000! Gente fuori, gente seduta sulle scale! Guardando la platea, ti sembra di conoscerli tutti! E ognuno ha un ‘Ti ricordi?’ da lanciarti.

Non a caso state facendo tutte queste date!
E’ un tour che andrà fino in Sicilia. Stiamo facendo tutta l’Italia e finiremo a Roma come ultima data.

A parte le date estive, quest’autunno cosa presenterete?
Porteremo in giro il nostro nuovo Concerto Grosso con Luis Bacalov.

E quale anteprima può farmi al riguardo?
Non vorrei parlarne molto perchè si rischia che quando sarà il momento ci si ritrova a dire ‘Ah, ma lo sapevo già…’! Però vorrei sottolineare che abbiamo ripreso un lavoro iniziato alla fine degli anni Novanta con Bacalov e che avevamo messo in attesa sperando un domani di ritrovarci tutti. E oggi è arrivato il momento. Ci siamo già incontrati con lui e abbiamo già incominciato a lavorare. Il progetto è molto avanti, abbiamo già pronti sei pezzi, ma non ti dico di cosa parla! (ride) Chiaramente è musica classica ed è musica rock insieme, con un tema importante che vogliamo esportare anche all’estero.

Ad accompagnarvi alla regia c’è il vostro amico di sempre Pepi Morgia. Com’è iniziata la vostra collaborazione e che rapporto vi lega ancora?
Intanto ci lega Genova perchè noi siamo tutti genovesi. Infatti, il chitarrista di cui ti parlavo prima è milanese. Per noi è straniero! (ride). Non ha il mare di Genova, non ha i cantautori nella pelle, nel cuore e nelle orecchie. Noi e Pepi siamo cresciuti in quartieri limitrofi. Lui è nato proprio con noi. Ha fatto i primi progetti, metteva fari da 500 watt, cosa ridicola per oggi. E facevamo degli spettacoli pomeridiani. Era un altro mondo. Abbiamo fatto un sacco di viaggi insieme. In tutti i sensi!! Insomma, erano altri tempi! Ed è rimasta una forte amicizia. Averlo con noi è un onore, non solo per l’amicizia che ci lega.

Chiude il cerchio..
Assolutamente!

Cosa ci può anticipare del nuovo album live e di inediti?
Il live abbiamo già incominciato a metterlo in piedi. Noi registriamo i nostri concerti e il meglio andrà proprio in questo album dove c’è un inedito interessante che ho scritto e che ho voluto dedicare a Nico che, come tu sai, ha avuto un grave incidente che lo porta a non suonare più la chitarra, anche se comunque canta con noi in maniera fantastica e suona le tastiere. Oltre il 60% del lavoro per questo album è già ultimato. L’esibizione al Carlo Felice ha avuto un pathos, una carica emotiva alta. Quasi tutto l’album verrà da lì.

Una sbirciatina nel futuro?
Non vogliamo esagerare! C’è Bacalov con il Concerto Grosso nuovo. Quello è il nostro futuro immediato. Per il resto, proprio perchè siamo autori, continuiamo a scrivere e a mettere in bacheca cose che poi tireremo fuori. Riguardo al Concerto Grosso, nessuno ha ripreso questo tipo di musica, quella barocca italiana qui mescolata con il rock. Io e Nico abbiamo toccato con mano la forza di questa musica durante le nostre tre tournee in Oriente con l’orchestra di musica classica. Funziona. Con Bacalov sarà strepitoso!

Pensate che questa collaborazione con Bacalov possa essere l’inizio di un tour?
Assolutamente! Noi immaginiamo proprio quello! Perchè oggi, più che mai, la musica live è importante, in un momento in cui la discografia ha qualche difficoltà, vista la possibilità di scaricare mp3. Cosa che lascia noi autori in mutande!!

Concludo con una curiosità che, confesso, forse è più mia. Ma la voglio portare all’attenzione dei nostri ascoltatori: com’è stato aprire il concerto dei Rolling Stones nel lontano 1967?
Grandioso grandioso! Pensa che sono entrato nel loro camerino per sbaglio. Loro erano spaventatissimi perchè credevano fossi un fan impazzito e mi hanno fatto bloccare. Poi, invece, siamo diventati amici quando gli ho detto che suonavo prima di loro!

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