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Parlando del tuo ultimo album, perché il titolo “White moth”?
Il titolo viene da una storia che risale allo scorso anno. Ero in vacanza su un’isola con mia moglie e quel giorno ricorreva il suo trentesimo compleanno. Lungo il litorale, mio figlio scoprì una falena bianca e giocò con lei per circa due o tre ore. Abbiamo voluto pensare che fosse lo spirito di mia nonna, tornato tra noi in occasione di questa ricorrenza, e scrissi il pezzo direttamente quella notte.

C’è una linea guida che collega i pezzi all’interno dell’album? E se sì, quale?
La sequenza delle canzoni all’interno di “White moth” non ha lo scopo di comunicare qualcosa in particolare: si può avvertire l’immaginario e lo spirito del viaggio. Ma quando compongo ciò che viene fuori viene fuori senza schemi. È la gente che deve sentirsi libera di collegare e interpretare come vuole.

Cosa ascoltavi quando eri piccolo?
Mio padre era solito suonare Neil Young, Leonard Cohen, Paul Simon, Bob Marley, the Doors.

E pensi che questo abbia influito sul tuo attuale modo di far musica?
Sì, forse. Tutta la musica che ascoltavo ha avuto una sorta di influenza, in particolar modo espressa attraverso ricordi, emozioni che inevitabilmente emergono nelle mie composizioni.

E’ vero che hai imparato a suonare il didgeridoo soffiando attraverso il tubo dell’aspirapolvere quando eri bambino?
(Ride) Oh, sì, ma ero veramente piccolo! Avrò avuto circa 5 o 6 anni e mia mamma lo usava spesso. C’era quello e mi sono dovuto accontentare!

Cosa pensi della musica popolare europea?
La prima volta che sono venuto in Europa è stata l’anno scorso. Sono molto interessato alla musica tradizionale europea, ho avuto occasione di ascoltare pezzi provenienti da diversi paesi del vecchio continente e vorrei continuare a ricercare, ma il tempo non è molto, purtroppo.

E della musica sarda?
Mi è capitato di ascoltarla ed è una parte, anche se piccola, della mia collezione. Ho conosciuto molta gente che vive in Sardegna, ma non ci sono mai stato, anche se mi piacerebbe parecchio.

In un futuro?
Sì, sicuramente in un futuro molto prossimo!

Xavier musicista o uomo spirituale?
Non tocca a me deciderlo. Avverto l’intensità del mio spirito quando emerge nei viaggi o nella musica. Lo rispetto però..sì, sono un musicista! (Ride).

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